Perché alcuni anime sono animati male?

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Riprendendo il discorso dell’articolo di ieri dove abbiamo spiegato alcuni motivi sul perché l’episodio 5 di Dragon Ball Super è stato animato male, vi mostriamo una testimonianza uscita sul sito Mangaforever di un animatore francese (Thomas Romain) che tramite il suo profilo Twitter svela i retroscena del mondo dell’animazione moderno:

Alcune persone, come produttori, regista o alcuni designer e assistenti di produzione, ricevono uno stipendio durante tutto il processo di produzione di un anime, per cui la lavorazione viene accorciata il più possibile per limitarne il costo complessivo. Però molti degli animatori sono freelance. Il costo di che verrebbe dall’assumere nello studio tutti gli animatori sarebbe insostenibile. Solo uno studio ci è riuscito, lo studio Ghibli.

Ma il problema non è che gli studi sono avidi. Gli studi di animazione giapponesi sono piccole compagnie che combattono con i minuscoli budget messi a disposizione dai clienti. Non detengono i diritti delle opere. Di solito non non realizzano grossi profitti e non possono investire i loro soldi in quelle proprietà intellettuali che qualche volta creano.

I budget destinati all’animazione in Giappone sono molto bassi.
Negli anni ’60, per rendere realtà la sua folle idea di anime a cadenza settimanale, Osamu Tezuka chiese ai suoi animatori enormi sacrifici. Lavorare moltissimo per paghe bassissime.

50 anni dopo, la regola è ancora questa.

In una produzione televisiva, un animatore di solito è pagato solo 40$per animare un cut (dal layout ai fotogrammi chiave, i key frame). Gli inbetweeners [animatori che si occupano dei disegni “di transizione” tra i key frame] ricevono 2$ per disegno. Per poter vivere del loro lavoro, gli animatori devono lavorare velocemente, e non possono permettersi di lavorare esclusivamente per un solo show. La maggior parte degli animatori sono freelance che lavorano per più studi allo stesso tempo.

Il problema è che l’industria giapponese sta producendo troppo, troppo velocemente. Non ci sono abbastanza animatori abili ed esperti in grado di supervisionare la produzione e insegnare ai più giovani.

Agli studi non resta che lavorare con animatori non troppo dotati, spesso dei dilettanti che lo fanno solo per hobby. Sono costretti anche a dare in appalto alcuni compiti a studi di altri paesi, non per contenere i costi, ma per riuscire a consegnare l’episodio in tempo.

Tutti nell’industria sono perennemente indaffarati. Specialmente il personale di talento. Ma anche animatori mediocri sono molto richiesti. Ed è probabile che nessuno si dedicherà al tuo show fino all’ultimo momento, perché sono già tutti impegnati con le loro scadenze per altre produzioni.

Nella situazione attuale, è normale sentire qualcuno parlare di“miracolo” quando un episodio viene trasmesso in tempo. A volte, l’animazione inizia solo 2 settimane prima della messa in onda e può concludersi anche poche ore prima che la puntata arrivi in tv. La qualità può anche essere scadente, ma quello che conta davvero è avere qualcosa da mostrare in TV.

La soluzione proposta da Thomas è molto semplice, basterebbe ridurre il numero di titoli prodotti ad ogni stagione ma si sa, se le cose stanno così è perché a chi produce conviene così, se hai la possibilità di vendere tanti prodotti nonostante la loro scarsa qualità, non conviene ridurre la produzione.

Per farvi due risate su questa faccenda è consigliata la visione del VIDEO di Perv89